Nella rosa nella spina…

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10629590_343363142501609_3126405475943177022_n“E’ notte e la prima stella in alto / illumina questo mio reclusorio, / questo mio tempo vivo che esalto / nella trama del lavoro e di preghiera. // Tra poco, mi dico, ancora sarà Natale, / l’incarnato giorno di un bimbo che traspare / nuova luce nella grotta poco ospitale, / nel mondo che non accoglie la parola singolare, / e semina odio e morte e la violenza vivifica. // Ora è chiara la notte, la stella è sparita… / Nell’avvento dell’alba nuova, è fuggita / la sfida del male alla vita. Odo le prime / voci che giungono dal fiume: sento nel cuore, / la speranza certa della favola del Signore.” [continua]

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Quelli che hanno conosciuto l’amore

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I santi sono quelli che hanno conosciuto l’amore. La santità forse è soltanto questo: l’amore. E l’amore è l’unica faccia della felicità. Forse è per questo che non ci arriviamo mai… Amici luminosi ma irraggiungibili, i santi. Come irraggiungibile è la riva della felicità. Siamo destinati al mare aperto, dove l’attracco è solo un inganno del cuore.

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Se tu sei il vento che mi scompiglia i capelli…

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alda_merini2UN RICORDO DI ALDA MERINI

di Maria Di Lorenzo

Moriva il primo novembre di cinque anni fa a Milano la poetessa Alda Merini. Voce poetica tra le più intense del Novecento italiano, ci ha lasciato splendidi versi di carattere spirituale, muovendo dall’esperienza che aveva segnato fortemente la sua vita, vale a dire la lunga permanenza in manicomio, oltre dieci anni, che furono per lei l’incubatoio di tanti dolori, e di tanti orrori, che l’arte, insieme alla fede, seppe trasfigurare in versi di rara bellezza, rimasti a noi in dono per sempre. Sì, perché la Merini aveva una fortissima fede, dai toni quasi mistici, che mai le venne meno, nonostante le tribolazioni della sua vita, e che anzi è stata il collante di tutto il suo cammino esistenziale.

Una fede che le ha ispirato bellissimi versi dedicati a Cristo e ai santi, come pure a Maria, cui dedicò tante pagine della…

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Maria che scioglie i nodi

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di MARIA DI LORENZO

Durante un soggiorno in Germania, dove si era recato per la tesi di dottorato nella seconda metà degli anni Ottanta, l’allora padre gesuita Jorge Bergoglio aveva scoperto un’antica immagine della Vergine, denominata “Colei che scioglie i nodi” (Maria Knotenlöserin), venerata in Baviera, ad Augsburg (Augusta), nella chiesa di San Pietro in Perlach.

E’ un’immagine ricca di significati allegorici, che raffigura Maria nel suo stato di Assunta in cielo mentre con le proprie mani è intenta a districare nodi da un nastro lucente. Il dipinto è della fine del 1600 e padre Jorge se ne innamora al punto da portarne alcune riproduzioni in Argentina. Le distribuisce a sacerdoti e fedeli, dando così vita a una forte venerazione popolare a Buenos Aires.

Col tempo, una pittrice argentina si offrì di fare una copia della stessa immagine per metterla nella cappella dell’Università. La Vergine riceveva così la devozione di…

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Elena Bono: il bene è la scelta difficile

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di MARIA DI LORENZO

“Madonna di Belvedere, / giardino di ombre / fresche nell’aria, / e là riluce / l’oro solare / e qua la perla / della rugiada, / giardino chiuso intorno al tuo unico fiore, / o solitudine verdesognante / o silenzio che ascolti / il silenzio di Dio”.

Sono i versi che la poetessa Elena Bono dedicava alla contemplazione di un dipinto in S. Maria dei Servi a Siena raffigurante la Madonna di Belvedere. Un piccolo giro di versi che dicono tutto il talento di Elena Bono e la sua profonda spiritualità.

img-_innerArt-_libro-elena-bonoLa scrittrice è scomparsa il 26 febbraio scorso a Lavagna, in Liguria, all’età di 92 anni. Autrice finissima, dolorosamente misconosciuta nel mondo contemporaneo, ha impresso un segno originale e potente nella letteratura italiana del nostro Novecento. Tra poesia, narrativa e teatro, la Bono ha raccontato per oltre mezzo secolo l’eterno dilemma del cuore umano di…

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Madeleine Delbrêl, mistica delle banlieue

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di LAURA BADARACCHI

La strada come monastero, spendendo la vita nelle periferie del mondo a fianco di poveri e immigrati, atei e fedeli di altre religioni, in uno stile di testimonianza evangelica trasmessa nella semplicità dei gesti quotidiani. Senza segni particolari di riconoscimento, optando per una missione squisitamente laicale, priva di etichette. Le intuizioni che hanno attraversato l’esistenza di Madeleine Delbrêl, scomparsa nel 1964 e definita dal cardinale Carlo Maria Martini «una delle più grandi mistiche del XX secolo», continuano a vivere nelle sue «compagne della prima ora». Due di loro, Suzanne Perrin e Francette Rodary, sono arrivate a Roma per la prima volta, invitate dalla Libera Università Maria SS. Assunta per una giornata di studio incentrata sulla figura di una donna cristiana vissuta nella banlieue operaia e comunista della Parigi di inizio Novecento.

Il percorso di fede della Delbrêl è stato tormentato, in salita: educata in un ambiente…

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Paul Verlaine e l’amore essenziale

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Tra fughe e vagabondaggi, da un ospedale all’altro, trascinò gli ultimi anni della sua esistenza fra mille difficoltà, morendo in povertà assoluta. In poco più di cinquant’anni di vita aveva conosciuto e cantato le esperienze più opposte: la bellezza e la povertà, l’ovattata infanzia borghese e la degradazione della prigione, la dissoluzione e la gloria…

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di MARIA DI LORENZO

“Voglio amare ormai solo Maria./ Sono, gli altri, amori di precetto./ Ma benché necessari, mia madre soltanto/ Può accenderli nei cuori che l’amarono.

“Solo per Lei ho cari i miei nemici,/ Per Lei ho promesso questo sacrificio,/ E la mitezza di cuore e lo zelo al servizio,/ Fu Lei a concederli, a me che la pregavo.

“E poi ch’ero debole ancora e malvagio, vili le mie mani/ Gli occhi abbacinati dalle strade,/ Ella mi chinò gli occhi, mi giunse le mani/ E m’insegnò le parole che sanno adorare.

“Per Lei ho…

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