Elena Bono: il bene è la scelta difficile

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di MARIA DI LORENZO

“Madonna di Belvedere, / giardino di ombre / fresche nell’aria, / e là riluce / l’oro solare / e qua la perla / della rugiada, / giardino chiuso intorno al tuo unico fiore, / o solitudine verdesognante / o silenzio che ascolti / il silenzio di Dio”.

Sono i versi che la poetessa Elena Bono dedicava alla contemplazione di un dipinto in S. Maria dei Servi a Siena raffigurante la Madonna di Belvedere. Un piccolo giro di versi che dicono tutto il talento di Elena Bono e la sua profonda spiritualità.

img-_innerArt-_libro-elena-bonoLa scrittrice è scomparsa il 26 febbraio scorso a Lavagna, in Liguria, all’età di 92 anni. Autrice finissima, dolorosamente misconosciuta nel mondo contemporaneo, ha impresso un segno originale e potente nella letteratura italiana del nostro Novecento. Tra poesia, narrativa e teatro, la Bono ha raccontato per oltre mezzo secolo l’eterno dilemma del cuore umano di…

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Madeleine Delbrêl, mistica delle banlieue

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di LAURA BADARACCHI

La strada come monastero, spendendo la vita nelle periferie del mondo a fianco di poveri e immigrati, atei e fedeli di altre religioni, in uno stile di testimonianza evangelica trasmessa nella semplicità dei gesti quotidiani. Senza segni particolari di riconoscimento, optando per una missione squisitamente laicale, priva di etichette. Le intuizioni che hanno attraversato l’esistenza di Madeleine Delbrêl, scomparsa nel 1964 e definita dal cardinale Carlo Maria Martini «una delle più grandi mistiche del XX secolo», continuano a vivere nelle sue «compagne della prima ora». Due di loro, Suzanne Perrin e Francette Rodary, sono arrivate a Roma per la prima volta, invitate dalla Libera Università Maria SS. Assunta per una giornata di studio incentrata sulla figura di una donna cristiana vissuta nella banlieue operaia e comunista della Parigi di inizio Novecento.

Il percorso di fede della Delbrêl è stato tormentato, in salita: educata in un ambiente…

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Paul Verlaine e l’amore essenziale

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Tra fughe e vagabondaggi, da un ospedale all’altro, trascinò gli ultimi anni della sua esistenza fra mille difficoltà, morendo in povertà assoluta. In poco più di cinquant’anni di vita aveva conosciuto e cantato le esperienze più opposte: la bellezza e la povertà, l’ovattata infanzia borghese e la degradazione della prigione, la dissoluzione e la gloria…

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di MARIA DI LORENZO

“Voglio amare ormai solo Maria./ Sono, gli altri, amori di precetto./ Ma benché necessari, mia madre soltanto/ Può accenderli nei cuori che l’amarono.

“Solo per Lei ho cari i miei nemici,/ Per Lei ho promesso questo sacrificio,/ E la mitezza di cuore e lo zelo al servizio,/ Fu Lei a concederli, a me che la pregavo.

“E poi ch’ero debole ancora e malvagio, vili le mie mani/ Gli occhi abbacinati dalle strade,/ Ella mi chinò gli occhi, mi giunse le mani/ E m’insegnò le parole che sanno adorare.

“Per Lei ho…

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Tre rose bianche per Jorge

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Teresa_di_Lisieux… Un’altra devozione molto radicata in lui è quella verso la “Florecita de Jesús”, santa Teresa di Lisieux, il piccolo fiore di Gesù: “Non bisogna aver paura di dipendere solo dalla tenerezza di Dio, come ha fatto Teresa di Lisieux, che è per questo una figlia prediletta di Maria e una grande santa missionaria”.
Anche questa devozione, che si pone sulla scia dell’infanzia spirituale insegnata dalla grande santa francese, oggi Dottore della Chiesa, ha impresso le sue orme nel nascente pontificato di papa Francesco, dopo aver contrassegnato la spiritualità e l’opera pastorale dell’arcivescovo di Buenos Aires. E’ una devozione che parla il linguaggio della misericordia e della tenerezza, che insegna ad essere piccoli e ad aspettarsi tutto da Dio.
Fu un gesuita, padre Putigan, a diffondere a partire dal 1925 questa particolare preghiera d’intercessione per santa Teresina, che Bergoglio a Buenos Aires non mancava mai di recitare: “Florecita de Jesús…

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Cento anni fa moriva il poeta Charles Péguy

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l-integralite-des-oeuvres-poetiques-de-charles-peguy-546702-250-400Il 5 settembre 1914, un secolo fa, moriva poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, nella battaglia della Marna, il grande poeta francese Charles Péguy. Vita breve, la sua, appena quarantuno anni, ma molto tumultuosa: Péguy ha attraversato come un lampo la scena del mondo e della letteratura, lasciandovi un solco indelebile. Difatti, egli è rimasto una voce pressoché unica nel panorama della letteratura europea del Novecento. I suoi versi, ieratici, molto potenti, con tracce di echi biblici molto forti, tra l’epico e il profetico, formano tutti insieme la cifra del suo stile, personalissimo, e perciò impossibile da imitare. Come ha efficacemente scritto Carlo Bo, la voce di Péguy «possiede l’esplosivo sufficiente a mandare per aria tutti gli edifici costruiti dalla tranquillità». [continua]

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Noi non siamo mai soli

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Papa Francesco in San Pietro prega davanti a spoglie Giovanni XXIIIPapa Francesco è un papa profondamente mariano, lo si è ben compreso a un anno dall’inizio del suo pontificato, ed è un papa che non si vergogna di manifestare il proprio attaccamento a forme devozionali, di tipo schiettamente popolare, verso cui una certa teologia postconciliare ha sovente arricciato il naso, considerandole forme residuali di un passato che sarebbe stato meglio spazzare via.

Papa Francesco invece non le disdegna, perché c’è un cammino da fare nella vita, dalla nascita fino all’approdo alla vita eterna, e questo cammino noi lo possiamo percorrere con Maria, seguendo le sue orme. Noi non siamo mai soli, vuole dirci Francesco. Maria “ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio”.

Lo ha detto il pontefice andando a onorare l’antica icona…

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L’amore inatteso di Bizot

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bizotÈ uno degli artefici della TV francese, sceneggiatore e produttore di documentari, fiction e telefilm che spopolano nelle emittenti transalpine. Thiérry Bizot è un manager tra i più affermati nel suo settore in Europa. Ha fondato nel 1999 con Emmanuel Chain la società Elephant et cie con la quale ha realizzato il filmdoc L’argent de la Resistente (2012), il telefilm La nouvelle blanche-neige diretto da Laurent Beregui (2011); ha firmato la sceneggiatura della serie TV La famille Zappon (2005). Figlio dell’ex governatore della Banca di Francia, prima di intraprendere la carriera di produttore si è fatto le ossa come dirigente dell’Oréal.

La sua vita è piena di impegni, ha una moglie e tre figli, vive a Parigi. Viene da una famiglia borghese e sin da piccolo non gli è mancato mai nulla. «Ma solo dopo l’incontro amoroso con Cristo avvenuto sei anni fa, è cambiato il mio sguardo sulle persone…

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